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Come investire sul S&P500

Prima di capire come investire sul S&P500, è bene comprendere meglio cose è lo S&P500 e da cosa è composto!

All’interno dell’articolo andremo a capire meglio quali sono i titoli che entrano a far parte dell’indice americano e in quale momento della giornata possiamo operarci.

Nel frattempo è giusto ricordarci che ci sono tante altre opportunità causate da questa maledetta pandemia, tra gli altri possiamo segnalare il settore farmaceutico, il petrolio e Amazon.

Lo S&P 500

Lo S&P 500 o Standard’s and Poor, è uno degli indici azionari del continente americano.

Nello specifico è a nostro avviso, il maggior indice presente negli USA.

Storicamente la data di nascita dell’indice in oggetto è successiva a quella di creazione del Dow Jones.

Rimane il fatto che inizialmente non era facile capire come investire sul S&P500.

Accresce la sua importanza molto velocemente grazie al fatto che è il principale punto di riferimento per la valutazione dei titoli quotati a Wall Street.

Peraltro è anche il “sottostante” per i certificati, i future e i derivati.

Come il nome suggerisce, l’indice è costruito sulla base di ben 505 differenti componenti.

La data di creazione di questo indice, risale al 1957 quando inizia ad essere calcolato ed era composto da soli 90 titoli!

Da chi è composto l’indice

Prima di capire come investire sul S&P500 è bene sapere quali sono i principali attori del S&P500

I titoli da cui è composto l’indice sarebbe inutile nominarli tutti, considerato che il nostro obiettivo primario è quello di fornirvi alcuni dati utili per intraprendere una scelta più corretta.

Partiamo dal presupposto che i titoli che contribuiscono al cambiamento di prezzo, hanno provenienze differenti.

In particolare, passa dall’IT intesa come Information Tech, proseguendo per i titoli riguardanti il comparto della salute (ad esempio i titoli  del comparto Pharma), finendo con i titoli puramente finanziari.

Vi diamo la piossibilità di prendere dimestichezza con questo indice, fornendovi alcuni esempi un pochino più specifici.

Le azioni che muovono circa il 21% del valore dell’indice stesso, sono Alphabet A e C, Amazon, Apple, Facebook e J&J, JP Morgan, Exxon Mobile, Berkshire Hathaway e Microsoft.

Tutti i titoli inseriti all’interno di questo paniere compongono altri indici come ad esempio S&P 1500, Global 1200,Europe 350, il MidCap 400, Small Cap 600, Topix 150, TSX 60 , Asian 50, Latin America 40 e Australian 50.

Come avrete ben capito, parliamo di un indice che tocca i 5 continenti!

Lo S&P 500 e i fondi di investimento

Prestiamo attenzione a come si interfacciano lo S&P 500 e i fondi di investimento per capire maeglio come investire sul S&P500.

Considerando la presenza enorme di titoli all’interno dello stesso paniere, i fondi che lo usano come benchmark, difficilmente riescono a replicare l’intero l’intero portafoglio di titoli presenti nello S&P 500.

In semplici parole immaginando TUTTI i titoli che compongono il nostro indice.

È praticamente impossibile che i fondi che utilizzano l’indice in oggetto, considerando l’alto costo nella compra-vendita  dei titoli in termini di commissioni.

Ma essendo il mondo della finanza un mondo basato sui numeri e sulla creatività, i gestori di portafogli, utilizzano quella che in gergo è nota come “Syntetic Replication”.

La Syntetic Replication e la costruzione di un ETF (Exchange Traded Fund) ed utilizza swap ed altri derivati per per ottenere una replica accurata di un’attività.

Nello specifico, operando sulle piattaforma di trading, avremo a che fare con una replica sintetica.

Significa che quando l’attività tracciata non è liquida o molto dispendiosa da detenere, pertanto il fornitore del servizio si avvarrà di una replica sintetica.

L’obiettivo è di cercare di replicare nella miglior maniera possibile le performance dell’indice stesso.

Questo lo fanno utilizzando degli specifici algoritmi che lavora sulla base di un numero minore di titoli che compongo l’indice S&P500.

Un’altra opzione che usano li money manager è l’utilizzo dei future che prendono l’indice S&P 500 come come sottostante.

Quando possiamo operare sullo S&P500?

Dopo averne capito un po di più riguardante il nostro indice, la domanda nasce spontanea: Ma quando possiamo operarci sullo S&P500?

Consentiteci una breve premessa, ed ossia sapere che il prezzo dell’indice viene ricalcolato automaticamente sulla base dei prezzi degli ultimi contratti conclusi ogni 15 secondi dalla Reuters America.

L’indice è operativo dalle 15.30 italiane, ossia le 9.30 US time, alle 22 ora italiana, 16.30 orario oltre oceano.

L’unico momento in cui l’orario italiano cambia è quando si inserisce l’ora legale in quanto in America, l’ora legale entra dopo 2 settimane.

L’indice nei mercati ha il codice di GSPC o SPX.

Chi accede al S&P500


Partendo dal presupposto che nonostante si chiami S&P 500, l’indice è composto da 505 titoli differenti di 500 società quotate tra il Nasdaq e il NYSE.

Vedremo in seguito anche il motivo, ad ogni modo chi accede a far parte dell’indice, viene indicato da un comitato apposito attraverso il metodo delle capitalizzazione flottante e di altri vincoli di cui parleremo.

La curiosità sulla presenza di 505 titoli, è sfatata dalla presenza di 5 società con due titoli azionari, ad esempio Alphabet A e C.

Le azioni in esame, sono tutte di aziende statunitensi, nonostante la geografia non sia un vincolo reale.

Devono avere una capitalizzazione di mercato di 6,1 miliardi di dollari.

Capitale flottante di almeno il 50% ed un valore medio annuo per azione di almeno 1 dollaro.

Per finire devono generare uno scambio mensile medio, negli ultimi 6 mesi, di almeno 250.000 titoli.

Un piccolo cenno finanziario, il capitale flottante è il prodotto tra il numero dei titoli acquistabili da privati.

Non vengono accettati nel conteggio i blocchi di controllo o facenti parte di gruppi con parti sindacali.

Azienda X ha 1.000.000 di titoli, prezzo di 5$.

Il 60% di questi sono acquistabili da soggetti ammessi(no stati, no blocchi di controllo, no gruppi con patti sindacali).

L’azienda in oggetto ha 3.000.000$ di capitale flottante.

Inoltre come citato ad inizio paragrafo, oltre a rispettare il diktat del capitale flottante, le aziende devono presentare i bilanci dei 4 trimestri precedenti dalla cui somma deve risultare un utile.

La differenza tra Fotune 500 e S&P500 è che il primo, considera esclusivamente le aziende per fatturato, pertanto avvantaggiando le società con titoli a maggior prezzo sul mercato.

Cosa ci dobbiamo aspettare?

La domanda che tutti gli investitori sugli indici si stanno ponendo rispetto all’indice americano è, cosa ci dobbiamo aspettare e come investire sul S&P500?

Bene, cominciamo disegnando virtualmente lo scenario.

Partiamo dalla maledetta pandemia che si riaccende in Asia e la forte presenza negli USA, alcune economie stanno riaprendo alle esportazioni troppo repentinamente ed infine le elezioni presidenziali.


Non è poca cosa considerato che solo il primo motivo è stato motivo di circa 15 milioni di posti di lavoro bruciati.

Secondo esperti di Wall Street, il titolo potrebbe scendere nei prossimi tre mesi di 18 punti percentuali, fissando il valore dell’indice intorno ai 2.700 punti per fine anno.

Ma come è normale che sia, alcuni vogliono andare conto le probabili sofferenza valutando che i minori costi aziendali(?) porterebbero a profitti maggiori in fase di riapertura.

Il dubbio principale a questa tesi è che il riavvio dei processi non sarà immediato e pertanto la capacità di generare profitti sarà altrettanto limitata.

Inoltre sembra che importanti flussi di capitali stranieri si siano interessati nell’acquisto di titoli “sicuri” con un aumento costante nel tempo.

Vi ricordate la bolla tecnologica americana degli anni 90?

Di questo si sta parlando momentaneamente con tutti i rischi connessi sull’economia nazionale!

Al dire di alcune importanti voci nel settore finanziario, pare che si tratti di ciò che l’America passò con i titoli tecnologici negli anni 90, durante la bolla tecnologica che impattò sulla totalità dell’economia.

Sarà cosi?

Conclusioni

Il nostro parere è che operare tramite CFD su piattaforme regolamentate che possono offrire anche conti demo, è un’opportunità molto interessante e da seguire attentamente.

Ma ti ricordiamo che il trading può generare enormi profitti ma ha anche dei rischi di perdita.

Come investire sul S&P500

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